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Destrazioni Irpef per gli inquilini

pubblicato 12 mag 2018, 01:29 da Paola Buffoli   [ aggiornato in data 12 mag 2018, 01:34 ]

L’articolo 16 Tuir prevede l’attribuzione di specifiche detrazioni ai soggetti titolari di contratti di locazione per unità immobiliari utilizzate come abitazione principale che variano in relazione all’ammontare del reddito complessivo del contribuente.

In particolare sono previste 3 tipologie di detrazione:

a) l’articolo 16, comma 1, Tuir prevede per i soggetti che hanno stipulato o rinnovato contratti di locazione di immobili adibiti ad abitazione principale una detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, pari a:

1) euro 300 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
2) euro 150 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) è superiore a euro 15.493,71 ma non a euro 30.987,41.

Come precisato nella risoluzione AdE 200/E/2008 la detrazione può essere fruita non solo se il contratto di locazione è stato stipulato ai sensi della L. 431/1998, ma anche se è stato stipulato ai sensi di precedenti normative ed automaticamente prorogato per gli anni successivi.

b) l’articolo 16 , comma 1, Tuir prevede per i soggetti titolari di contratti di locazione di unità immobiliari adibite ad abitazione principale, stipulati o rinnovati a norma dell’articolo 2, comma 3 e dell’articolo 4, commi 2 e 3, L. 431/1998 (contratti a canone convenzionale) una detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, pari a:

1) euro 495,80 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non supera euro 15.493,71;
2) euro 247,90 se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) supera euro 15.493,71, ma non euro 30.987,41.

Trattasi di contratti stipulati in base ad accordi locali tra organizzazioni della proprietà edilizia e organizzazioni dei conduttori, solitamente della durata di tre anni rinnovabili per altri due, nei quali si fa espresso riferimento a limiti di canoni compresi in parametri riferiti al tipo di immobile e all’ubicazione.
 

La detrazione non può essere riconosciuta per i contratti di locazione intervenuti tra enti pubblici e contraenti privati.

c) l’articolo 16, comma 1-ter, Tuir prevede per i giovani di età compresa tra i 20 ed i 30 anni che hanno stipulato un contratto di locazione ai sensi della 431/1998, per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, una detrazione stabilita in misura forfetaria, rapportata al numero dei giorni nei quali l’unità immobiliare è stata adibita ad abitazione principale, di euro 991,60. La detrazione spetta solo se il reddito complessivo (comprensivo del reddito assoggettato al regime della cedolare secca) non è superiore ad euro 15.493,71.

Come precisato nella circolare AdE 34/E/2008:
  • la detrazione spetta per i primi tre anni dalla stipula del contratto sempreché il conduttore si trovi nelle condizioni anagrafiche e reddituali richieste dalla norma; il rispetto dei requisiti richiesti deve essere verificato in ogni singolo periodo d’imposta per il quale si chiede di fruire dell’agevolazione;
  • il requisito dell’età è soddisfatto se ricorre anche per una parte del periodo d’imposta. Così ad esempio se il giovane ha compiuto 30 anni nel corso del 2017, ha diritto a fruire della detrazione, nel rispetto degli altri requisiti, solo per tale periodo d’imposta; per usufruire della detrazione è necessario che l’immobile affittato sia diverso dall’abitazione principale dei genitori o di coloro ai quali il giovane è stato affidato dagli organi competenti ai sensi di legge.
  • se il contratto di locazione è stato stipulato da due persone e solo una ha il requisito dell’età richiesto dalla norma, solo questa può usufruire dell’agevolazione pro quota nella percentuale spettante.

Tutte le detrazioni esaminate non sono cumulabili nello stesso periodo di tempo, ma il contribuente ha il diritto di scegliere quella a lui più favorevole; nel caso in cui nel corso dell’anno si verificano più situazioni, il contribuente può applicare per i diversi periodi di tempo diverse detrazioni ma il numero complessivo di giorni indicato non può essere superiore a 365.

La detrazione per i canoni di locazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto ed essere rapportata al periodo dell’anno durante il quale l’unità immobiliare locata è adibita ad abitazione principale.

Qualora la detrazione spettante sia di ammontare superiore all’imposta lorda diminuita nell’ordine delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 Tuir è riconosciuto un credito di ammontare pari alla quota di detrazione che non ha trovato capienza nelle predetta imposta (D.M. del 2008).


Esenzione imposte per la riduzione del canone di locazione

pubblicato 5 nov 2014, 07:23 da Paola Buffoli

Quando il locatore decide di concedere una riduzione del canone di locazione inizialmente pattuito, e il contratto è ancora in essere, per la registrazione della scrittura privata con la quale viene formalizzato esclusivamente tale accordo non sono più dovute l’imposta di registro (67 euro) e l’imposta di bollo (16 euro per ogni foglio).

Novità introdotta dal D.L. n° 133 del 12 Settembre 2014

Ripartizioni spese tra proprietari e inquilini

pubblicato 8 mag 2014, 09:56 da Paola Buffoli   [ aggiornato in data 24 mar 2017, 02:57 ]

Confedilizia e i sindacati degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat hanno aggiornato la tabella per la ripartizione fra locatore e conduttore degli oneri accessori. Si tratta di uno strumento, spiega il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, voluto dalle parti «per evitare che ogni voce di spesa possa diventare elemento di contrasto» nella vita condominiale e nei rapporti tra proprietari e inquilini.

Entrano tra le spese da suddividere le nuove tecnologie, come il cablaggio dei condomini. In Italia, ricorda Augusto Pascucci, presidente Uniat-Uil, si contano circa 4,5 milioni di contratti di affitto, «e la tabella può ridurre il contenzioso per una larga parte del Paese». La tabella sostituisce quella in vigore da molti anni perché contiene gli aggiornamenti necessari, come la ripartizione delle spese di videosorveglianza, e potrà essere richiamata nei contratti di locazione semplicemente citandone il numero di registrazione.

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